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Storia di un'amicizia: il levriero Eos e il Principe Alberto di Sassonia-Coburgo- Gotha

Storia di un’amicizia: il levriero Eos e il Principe Alberto di Sassonia-Coburgo- Gotha

Chi è il principe Alberto?

Di lui, il chierico del consiglio privato della regina Vittoria, Charles Greville, scrisse: “Egli è il re a tutti gli effetti.
Nato in Sassonia, membro della famiglia dei duchi di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, connessa con la maggior parte delle monarchie europee, sposò a vent’anni la coetanea cugina Vittoria, erede al trono di Inghilterra, dalla quale ebbe nove figli.

Il loro amore puro e sincero fu invidiato da molti altri reali che, successivamente a loro, non furono così fortunati da poter sposare chi desideravano (pensate al re Edoardo VIII e Wallis Simpson).
Il principe Alberto, da molti definito un visionario per la sua epoca, contribuì fortemente allo sviluppo della monarchia costituzionale inglese, facendo sì che la moglie divenisse una delle figure predominanti nella scena politica del tempo.

Vittoria, in una lettera allo zio Leopoldo, fautore della felice unione matrimoniale, affermò che il principe possedeva ogni qualità che potesse desiderare per essere completamente felice.
L’amore di Vittoria per il marito non era però parimenti corrisposto dal popolo e dal governo britannico. Un comune sentimento antitedesco fu alla base della scelta del parlamento di non accogliere Albert nella parìa inglese e di escluderlo da ogni ruolo politico.
Ed in effetti la situazione del principe si può facilmente comprendere dalle sue stesse parole: “Sono molto felice e contento, ma le difficoltà maggiori che attentano alla mia dignità si concentrano nel farmi sentire solo un marito e non un vero e proprio padrone di casa”.
La situazione iniziò a mutare quando la regina rimase incinta, due mesi prima della sua incoronazione, e Alberto iniziò a sostituirla in ruoli pubblici.
A lui va il merito dell’estinzione della schiavitù (ancora presente in alcune colonie francesi e americane), dell’ammodernamento dei curricula universitari, nei quali si introdussero lo studio della storia moderna e delle scienze naturali, dell’acquisto del castello di Balmoral (oggi una delle residenze preferite dei reali inglesi) e dell’approvazione di un decreto che stabilisse un’età minima per lavorare in campo agricolo ed industriale.

Di Alberto si ricorda anche il forte legame con Eos, il suo fedele levriero nero.
In molti dipinti viene raffigurato mentre gioca con la principessa Vittoria (primogenita reale) o mentre si trova al fianco del proprio padrone.
Eos era il riparo del principe dai doveri reali, il momento di svago e di gioco e lo accompagnava in ogni occasione possibile.

Si racconta che Eos non sia mai mancato ad una battuta di caccia e che fosse molto abile nella cd. caccia a vista, una tipologia di caccia diversa da quella effettuata con segugi o cani simili (che per trovare la preda seguono gli odori), ed effettuata tramite l’individuazione visiva della preda.
Raramente Alberto si separò da lui e al pari di Dash, il cane della regina Vittoria, è entrato a pieno titolo nella storia della famiglia reale inglese.

La razza

I Levrieri, nati come cani da caccia, ad oggi, vengono per lo più associati al mondo delle corse di cani, e spesso adottati come aristocratici cani da compagnia.
La testa piccola quanto una coppa di champagne e il fisico snello ed atletico, per lo più di taglia medio-grande, denotano una conformazione sviluppata per ottenere i migliori risultati nella caccia effettuata con il metodo dell’inseguimento della preda a vista.
Questa razza differisce nelle sue caratteristiche a seconda del Paese di origine: il Levriero Afgano si caratterizza per il pelo setoso e lungo; Levriero Inglese a pelo raso si distingue per la sua velocità, se ben allenato può raggiungere i 72 km/h. Il Levriero Irlandese a pelo ruvido è definito “il gigante” tra le razze canine, può raggiungere 80 cm alla spalla; il Levriero Polacco si discosta dagli altri della sua razza per la corporatura robusta e forte. Il Whippet è il più piccolo tra i levrieri, definito anche “piccolo Levriero Italiano”.

Il carattere

In generale, è un animale indipendente, pulito ed intelligente.

Lo stile di vita

Questa razza è dotata di forza fisica, velocità e resistenza: per questo motivo è consigliabile farlo vivere in una casa con ampi spazi nelle vicinanze a disposizione (giardino, parco, ecc) piuttosto che in un monolocale. È molto pulito e rispettoso per indole ma richiede tecniche di addestramento mirate e funzionali, per questo sarà difficile farlo crescere e educarlo in spazi stretti.
Necessita di molto movimento e spazi aperti, per questo per il suo benessere psicofisico deve essere concessa almeno un’ora al giorno di libero sfogo. Tuttavia, il Levriero, non disdegna anche le passeggiate in spiaggia, in campagna e in montagna (purchè, in quest’ultimo caso, indossi un cappottino! Non ha infatti, a differenza degli altri cani, un sottopelo che lo protegga dal freddo).

Nomi dei Levrieri più famosi:

Eos, Il piccolo aiutante di Babbo Natale (whippet adottato dalla famiglia Simpson).

Speranza di vita media:

12-15 anni (varia poi in relazione alla tipologia di levriero).

Curiosità

 Il Greyhound (Levriero Inglese) è una razza a cui capita di “andare in trance”. Questo fenomeno, definito “trancing”, accade quando il levriero passa lentamente con la schiena sotto rami o foglie. Il cane può rimanere immobile per diversi minuti godendo della sensazione fisica dello sfioramento. Non occorre allarmarsi, il cane sta benissimo, è consigliabile svegliarli con un colpetto gentile che non provoca danni.

Libro da leggere: La ballata del levriero rosso.

Film da vedere: Un levriero in ostaggio, Corto.

Speriamo di avervi fatto un pò di compagnia anche oggi!

A presto,

Le ragazze di Hygge

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