Il cane capisce le nostre parole?

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Vi prendono in giro quando parlate con il vostro cane? Allora citate una ricerca pubblicata su una prestigiosa rivista scientifica – Current Biology – che è riuscita a dimostrare che i cani hanno una comprensione del nostro linguaggio molto sofisticata e riescono a cogliere le diverse componenti del nostro linguaggio.

Per noi che viviamo e amiamo i nostri cani era già una certezza. Ma ora arriva anche la ricerca scientifica più all’avanguardia per darne una conferma: i cani capiscono le parole.

I cani capiscono le parole, ma anche le emozioni

A questo proposito ci sono ormai più studi sia americani che europei. Esplicativo, è il ponderoso studio britannico che ha scoperto come i cani di casa siano in grado di elaborare elementi del discorso umano.

Il tutto è stato confermato dall’analisi della risposta al discorso umano di oltre 250 cani che hanno utilizzato — si è scoperto — diversi emisferi del cervello per elaborare gli aspetti verbali ed emozionali delle varie parole adoperate dai ricercatori. Proprio come noi esseri umani, infatti, i cani rilevano le intonazioni e le caratteristiche sia della voce che delle parole emesse. E c’è un altro dato significativo che la ricerca ha portato alla luce: i cani riescono anche ad elaborare le informazioni relative a chi parla, come la personalità e le emozioni dimostrate durante il discorso. Anche se non è ancora possibile dire quanto e in che modo comprendano le informazioni contenute nel discorso umano, si può scientificamente affermare che essi reagiscono al contenuto verbale e alla personalità (simpatica, antipatica, dolce, affermativa, aggressiva) di chi parla.

Quante parole imparano i cani?

Lo studio più famoso a riguardo venne realizzato dallo psicologo Stanley Coren all’università del British Columbia. Il suo studio era focalizzato sull’intelligenza dei cani e sulla loro capacità di imparare nuovi vocaboli.

Grazie alle sue ricerche, Coren dimostrò che sono capaci di capire circa 160 parole se stimolati correttamente e che capiscono il lessico umano proprio come lo farebbe un bambino di età compresa tra i 2 e i 3 anni, a condizione che l’allenamento sia costante.

Altre conclusioni tratte dallo studio sono, per esempio, che per i cani è molto più semplice capire parole legate a oggetti specifici e concreti come “osso”, “pallina”, “cuccia”, mentre per loro è molto difficile capire parole che fanno riferimento a concetti astratti, come “amore”.

Coren scoprì anche che per i cani era più facile imparare parole che iniziano con consonanti forti come p, t, c, k, q, mentre quelle che iniziano con consonanti deboli, come f, s, r, l, sono più difficili.

Un’altra conclusione dei suoi studi è che i cani imparano più velocemente le parole singolarmente piuttosto che insieme o combinate. Cosa implica? Ciò implica che potrai insegnargli più facilmente il comando “mangia” che “andiamo a mangiare”. Perché? I cani capiscono le parole grazie a un sistema chiamato di mappatura rapida che si innesca quando ripetiamo spesso delle parole al cane in relazione a un’azione o a un oggetto.

In questo senso, è molto importante distinguere bene le parole da insegnare al cane in modo che le associ correttamente agli ordini o agli oggetti, perché è solo così che si evitano confusioni. Gli ordini, chiaramente, sono più efficaci se sono accompagnati dal linguaggio del corpo perché così il cane avrà più elementi da associare al messaggio che stai cercando di mandargli.

Tutti i cani capiscono le stesse parole?

Ora che sai quante parole capiscono i cani, probabilmente starai pensando se questo discorso è valido per i cani di tutte le razze o di tutti i tipi.

Bisogna chiarire che lo studio realizzato da Stanley Coren ha dimostrato anche che per alcune razze è più facile imparare parole. In questo senso, il Barboncino, il Pastore Tedesco, il Border Collie, il Labrador e il Dobermann hanno dimostrato di capire un lessico più ampio rispetto ad altre razze. Tuttavia, tutto dipende dall’allenamento costante e dalla stimolazione del cane sin da quando è cucciolo, al di là della razza specifica.

Quali parole conoscono i cani?

Il vocabolario del vostro cane è molto più ricco di quanto appaia a prima vista.
Conosce molte più parole di quante crediate e molte molte di più di quanto sospetti chi non ha la fortuna di possederne uno.
Cominciamo da quella fondamentale, 
il suo nome. E’ una parola magica, quella che apre il circuito di comunicazione tra voi e lui. Se le prime volte che lo avete pronunciato lo avete accarezzato, coccolato, gratificato di un sorriso, lo accoglierà sempre con piacere e attenzione. E conosce anche i vezzeggiativi e anche gli insulti, è il tono che conta. Brutto in tono affettuoso e arriva scodinzolando; brutto da arrabbiati e si metterà in un angolo, la coda e le orecchie basse.

Subito dopo una parola quasi altrettanto importante: no. E’ quella che dovreste avergli insegnato per prima, quella che stabilisce i suoi e i vostri limiti e che consente una coesistenza pacifica.
Il cane non sa pronunciare il vostro, di nome – ma lo riconoscerà, tra mille, sentito dire da altri – e ha molti modi per chiamarvi. Dategli retta, anche solo per un attimo, per dirgli che non siete disponibile, ma non ignoratelo.
Continuiamo a leggere il suo vocabolario. Sa cosa vuol dire
vieni, vai, via, corri, fermo, seduto, prendi, lascia, porta, persino resta, torna, salta e poi, a terra, attento, aspetta, buono. E ancora: dentro, fuori, su, giù, sali, macchina; palla, pallina, bastone, gioco, continuando con pappa, acqua, premio, biscotto; casa, zampa, cuccia, bacino.
I
nomi dei componenti della vostra famiglia, quelli degli amici che frequentano casa vostra, quelli degli altri cani che incontra nei suoi giri e, nel bene e nel male, la parola gatto.
E infine la più gradita di tutte,
bravo, di cui dovrete sempre essere generosi come di carezze.

Parole e sinonimi: per lui il vostro fischio è un suono-parola, il sinonimo di vieni.

Il rumore della vostra auto è un suono-parola che gli dice che state arrivando, sinonimo dello scalpiccìo dei vostri passi sul marciapiede o dell’ascensore che sta portandovi al vostro piano. Ha capito queste parole-rumore e vi aspetta dietro la porta.
Un trapestio sul pianerottolo o sulle scale gli comunica che sta passando qualcuno: dovrà decidere se è un amico, una persona nota o uno sconosciuto e reagire di conseguenza, gioia, indifferenza o all’erta. Piccoli suoni che comunicano a lui, assai più che a voi, quanto sta avvenendo nella realtà circostante. Solo perché ha un udito più fino del vostro? Un po’ restrittiva come valutazione, non vi pare?

Curiosità: Ci avete mai fatto caso? Ci sono alcuni cani che quando gli parlate, inclinano la testa di lato e vi guardano con un’espressione che è un misto di cortese interesse, curiosità e perplessità. I cani inclinerebbero la testa per riuscire ad ascoltarci meglio. Piegando la testa di lato, potrebbero convogliare meglio i suoni nel padiglione auricolare.

A presto,

Le ragazze di Hygge

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